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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2017

Montagnaterapia, una definizione

di Paolo Di Benedetto, Psichiatra
Commissione Centrale Medica C.A.I.
tratto dalla pubblicazione "Diversamente escursion-abile" opuscolo realizzato dalla Regione Piemonte con il C.A.I. Piemonte e il C.A.I. Torino Gruppo “La montagna che aiuta”, pag. 6

Con il termine di Montagnaterapia si definisce un approccio metodologico a carattere terapeutico-riabilitativo e/o socio-educativo, finalizzato alla prevenzione, alla cura ed alla riabilitazione di oggetti con problematiche, patologie o disabilità psichiche e sanitarie.

Questo training si attua nella dimensione di piccoli gruppi e si arricchisce delle conoscenze culturali e tecniche proprie delle discipline della montagna per tempi o periodi brevi anche della durata di alcuni giorni (sessioni residenziali), o per attività giornaliere che si declinano nel corso dell’intero anno. Viene progettato ed attuato prevalentemente nell'ambito del Servizio Sanitario Nazionale, o in contesti socio-sanitari accreditati, con la principale…

I sentieri della salute sono ovunque

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di Giulia Rigo
Speciale Montagnaterapia
Montagne360, febbraio 2017, pag. 34
La rivista del Club Alpino Italiano

Esistono molti modi di fare montagnaterapia. Ogni realtà ha la propria storia e le proprie caratteristiche legate al contesto, alle risorse, alla formazione degli operatori, alla tipologia dell’utenza coinvolta. Tutte le realtà prevedono l’unione tra l’attività fisica e l’importante lavoro sulle dinamiche di gruppo, nell'ambiente culturale, naturale e artificiale della montagna.

La realtà di Pordenone, nata all'interno del Dipartimento Dipendenze dell’Azienda per l’Assistenza Sanitaria, ha raggiunto i cinque anni di attività. Le uscite mensili di trekking e arrampicata sportiva coinvolgono un gruppo misto di venticinque persone, composto da utenti, familiari, volontari e tecnici del CAI.

Ogni esperienza è preceduta da un incontro preparatorio e seguita da uno in cui vengono elaborate le emozioni provate, attraverso la visione in gruppo delle foto scattate. Gli obietti…

Il Piemonte diversamente escursion-abile

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a cura della Redazione
Speciale Montagnaterapia
Montagne360, febbraio 2017, pag. 44
La rivista del Club Alpino Italiano

La montagna è per tutti, nessuno escluso. Una premessa imprescindibile che sta alla base di una (bella) idea: realizzare una guida nella quale raccogliere percorsi accessibili e praticabili da tutti. E così, grazie al CAI, in Piemonte nasce un vademecum con 14 itinerari

«La montagna può e deve diventare un patrimonio di tutti». A dirlo è Alberto Valmaggia, assessore all'ambiente della Regione Piemonte.
Quell'universalità inclusiva dovrebbe infatti essere declinata in ogni settore: dall'urbanistica al turismo fino appunto alla montagna. Perché l’accessibilità non è solo un concetto, né rappresenta un’idea. L’accessibilità è piuttosto una cultura che rende spazi, luoghi e servizi fruibili da tutti. Senza distinzione o esclusione di sorta. Ecco perché è importante evidenziare come il turismo accessibile sia davvero un turismo per tutti. Un bell'esempio, …

La quinta stagione della montagna

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di Paolo Di Benedetto
Psichiatra, membro della commissione medica centrale del CAI
Speciale Montagnaterapia
Montagne360, febbraio 2017, pag. 33
La rivista del Club Alpino Italiano

La quinta stagione della montagna - Camminare ad alta quota fa bene. Non solo alla salute fisica e mentale, ma anche alle relazioni. La montagnaterapia è inclusiva, favorisce la cooperazione e aiuta a combattere insonnia, ansia e depressione

L’ambiente naturale di montagna ha da sempre offerto nella sua peculiarità una cultura per scambiare le proprie esperienze e per la scoperta dei siti (dai rifugi ai luoghi d’ospitalità).
Ma soprattutto ha creato una rete umana di accoglienza e servizi capaci di articolare sessioni di lavoro specifiche di quella disciplina che viene definita “montagnaterapia”. (Convegno a Pinzolo in Trentino – Giulio Scoppola cfr. «Famiglia Cristiana» n°40/1999).

Di questo tema si è parlato anche lo scorso novembre a Pordenone in occasione del convegno nazionale sulla montagnaterapia (“Sent…

Non è solo una cura

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di Luca Calzolari
Speciale Montagnaterapia
Montagne360, febbraio 2017, pag. 34
La rivista del Club Alpino Italiano

«Qual è la prima cosa che ti viene in mente quando pensi alla montagna?».
Me l’hanno chiesto molte volte, negli anni. La prima risposta è sempre stata una e una sola: libertà e bellezza. Col tempo, poi, mi sono accorto di quanto fossero ricchi di significati quei piccoli grandi sostantivi. Per chi vive la montagna la bellezza è ovunque, mentre la libertà è ricerca e affermazione quotidiana. La bellezza non è solo nella sua dimensione paesaggistica e vitale (dagli sconfinati panorami ai segni dell’uomo fino alle fonti d’acqua).
Ma si trova anche – e soprattutto – in quella sua straordinaria capacità inclusiva. Una montagna che accoglie è una montagna che non fa distinzioni. E così s’impara a stare insieme, a far gruppo. Il passo dell’altro diventa il mio passo e la bellezza prende la forma di una disciplina che segue linee e percorsi solo apparentemente distanti.
La montagn…