Sciare con la carrozzina

Quando il freno non è il corpo, ma la paura - «Per me è meglio vivere nella fantasia o nella realtà?»

di Luca Bianciotto
da La Talpa, Anno 0 - n. 0 febbraio 2007, pubblicazione periodica trimestrale del CST di Perosa Argentina

È giusto che mi presenti: mi chiamo Luca e frequento un “Centro” per ragazzi disabili, come utente; e sì, perché la mia malattia mi impedisce l’uso delle braccia e delle gambe, per questo motivo posso spostarmi solo con l’uso di una carrozzina che delle persone devono spingere, ma non per questo mi arrendo.
Ho sempre volontà e voglia di fare, perché anche se il mio corpo non può fare le cose, la mia mente sì. Così viaggio con la fantasia, immaginando quello che mi piacerebbe fare ma che non posso.
Così passano gli anni e cambiano le stagioni. Ora siamo in autunno, una stagione che per me significa molto. Arrivano i primi freddi, le piogge e per me i giorni in cui poter uscire anche solo per una passeggiata saranno sempre di meno. Poi l’inverno, il gelo, la neve.
Già, la neve. Questa cosa bianca, bella, pure divertente. Per chi non ha problemi. Per me invece anche se mi piace vederla dai vetri della finestra quando scende dal cielo, in realtà mi crea non poche ansie
quando devo uscire di casa per una qualunque cosa.
Andare con i miei genitori a fare la spesa, uscire per andare al “centro” e pensare di salire sul pulmino che può slittare, come è successo una volta mentre andavamo a prendere una mia compagna per una strada ripida. Mi sono molto spaventato nel pensare che se il mezzo sbanda non ho possibilità di tenermi o di scendere, che devo sempre fidarmi di chi mi accompagna anche se di queste persone non sempre ho fiducia.
Vorrei, vorrei, vorrei, ma la paura mi blocca e non riesco a vincerla, tanto che quando nevica o le strade sono particolarmente ghiacciate preferisco rinunciare a uscire da casa.
Ora al Centro viene un signore che ha pensato di provare a portare qualche ragazzo con la carrozzina a sciare.
In che modo? Io sarei disposto a provare perché ho sempre la volontà di mettermi in gioco, ma riuscirò a vincere la mia paura?
E la mia malattia me lo consente? Vorrei provare ma se poi sarà un’altra delusione? Per me è meglio vivere nella fantasia o nella realtà?


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