Non è solo una cura

di Luca Calzolari
Speciale Montagnaterapia
Montagne360, febbraio 2017, pag. 34
La rivista del Club Alpino Italiano

«Qual è la prima cosa che ti viene in mente quando pensi alla montagna?».
Me l’hanno chiesto molte volte, negli anni. La prima risposta è sempre stata una e una sola: libertà e bellezza. Col tempo, poi, mi sono accorto di quanto fossero ricchi di significati quei piccoli grandi sostantivi. Per chi vive la montagna la bellezza è ovunque, mentre la libertà è ricerca e affermazione quotidiana. La bellezza non è solo nella sua dimensione paesaggistica e vitale (dagli sconfinati panorami ai segni dell’uomo fino alle fonti d’acqua).
Ma si trova anche – e soprattutto – in quella sua straordinaria capacità inclusiva. Una montagna che accoglie è una montagna che non fa distinzioni. E così s’impara a stare insieme, a far gruppo. Il passo dell’altro diventa il mio passo e la bellezza prende la forma di una disciplina che segue linee e percorsi solo apparentemente distanti.
La montagna aiuta ad abbattere i pregiudizi e le differenze, si fa sociale e trova la sua funzione e il suo spazio anche in ambito sociosanitario.
Perché la montagna cura, ma è molto di più di una semplice terapia. È anche il luogo per scoprire nuove libertà e recuperarne alcune. Magari proprio quelle che erano state smarrite lungo un altro percorso. Quello della vita.


Post popolari in questo blog

anello a Pian dell'Alpe

da La Latta a Mentoulles passando dalle Toucce

anello a Pian del Colle, Bardonecchia