Montagnaterapia, una definizione

di Paolo Di Benedetto, Psichiatra
Commissione Centrale Medica C.A.I.
tratto dalla pubblicazione "Diversamente escursion-abile" opuscolo realizzato dalla Regione Piemonte con il C.A.I. Piemonte e il C.A.I. Torino Gruppo “La montagna che aiuta”, pag. 6

Con il termine di Montagnaterapia si definisce un approccio metodologico a carattere terapeutico-riabilitativo e/o socio-educativo, finalizzato alla prevenzione, alla cura ed alla riabilitazione di oggetti con problematiche, patologie o disabilità psichiche e sanitarie.

Questo training si attua nella dimensione di piccoli gruppi e si arricchisce delle conoscenze culturali e tecniche proprie delle discipline della montagna per tempi o periodi brevi anche della durata di alcuni giorni (sessioni residenziali), o per attività giornaliere che si declinano nel corso dell’intero anno. Viene progettato ed attuato prevalentemente nell'ambito del Servizio Sanitario Nazionale, o in contesti socio-sanitari accreditati, con la principale collaborazione e coordinamento del Club Alpino Italiano, che ne riconosce ufficialmente le finalità e l’organizzazione.

Per voler esemplificare si tratta di :
- andare in montagna in sicurezza, stimolati psicologicamente dalla dimensione verticale del movimento;
- vivere l’esperienza della solidarietà e del confronto con esperienze fisiche emozionali e relazionali specifiche, facilitate dal gruppo e dagli operatori.

Questo dinamismo si manifesta :
• Nel confronto con spazi diversi da quelle dell’esperienza quotidiana: lo spazio aperto e l’ambiente esterno (il confronto con l’altro diverso da me) e la solitudine (confronto con l’ambiente interiore);
• Nell'accesso alle sensazioni emozionali e corporee (frequenza cardiaca, respiro, sensazioni di caldo e freddo e conoscenza dei propri limiti fisici );
• Nella dotazione di competenze adeguate (orientamento, capacità di muoversi su terreni impervi e su percorsi diversi, proteggersi dalle intemperie e trovare un equilibrio);
• Nell'autonomia personale sia come ricostruzione del sé sia nel sostegno e nella fiducia di gruppo;
• Nella dimensione progettuale e temporale del muoversi e viaggiare come metafora dell’esistenza umana e dell’identità attraverso la raccolta di materiale mnestico (ricordi, racconti, annotazioni, documenti fotografici e audiovisivi).

Le attività riabilitative in montagna mirano alla creazione di uno spazio vitale che permette a ogni soggetto di integrare e suturare la faglia specifica che riguarda la propria immagine corporea e di favorire lo sviluppo di una dialettica della sofferenza psichica e corporea.
Questa quinta stagione è per noi la Montagnaterapia con i suoi frutti.

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