Il Piemonte diversamente escursion-abile

a cura della Redazione
Speciale Montagnaterapia
Montagne360, febbraio 2017, pag. 44
La rivista del Club Alpino Italiano

La montagna è per tutti, nessuno escluso. Una premessa imprescindibile che sta alla base di una (bella) idea: realizzare una guida nella quale raccogliere percorsi accessibili e praticabili da tutti. E così, grazie al CAI, in Piemonte nasce un vademecum con 14 itinerari

«La montagna può e deve diventare un patrimonio di tutti». A dirlo è Alberto Valmaggia, assessore all'ambiente della Regione Piemonte.
Quell'universalità inclusiva dovrebbe infatti essere declinata in ogni settore: dall'urbanistica al turismo fino appunto alla montagna. Perché l’accessibilità non è solo un concetto, né rappresenta un’idea. L’accessibilità è piuttosto una cultura che rende spazi, luoghi e servizi fruibili da tutti. Senza distinzione o esclusione di sorta. Ecco perché è importante evidenziare come il turismo accessibile sia davvero un turismo per tutti. Un bell'esempio, in questo senso, arriva proprio dal Piemonte.

«La montagnaterapia è un tassello nuovo ma significativo che permette la nascita di una visione della montagna piemontese che, sono sicuro, contribuirà a caratterizzarla per il futuro» scrive Valmaggia nell'introduzione alla guida “Diversamente escursion-abile, 14 percorsi per tutti”, realizzata dal gruppo LaMontagnaCheAiuta del CAI Torino in collaborazione con la Rete Patrimonio Escursionistico della Regione Piemonte e del gruppo regionale CAI Piemonte. Si tratta di una pubblicazione ben fatta ed esauriente che raccoglie un ventaglio di proposte di percorsi in tutto territorio montano e collinare del Piemonte.

Presentata anche a Pordenone in occasione del convegno nazionale sulla montagnaterapia, questa raccolta non si limita a indicare e descrivere i percorsi con l’ausilio di una ricca scheda tecnica dotata di fotografie e cartine, ma offre anche utili e sintetici suggerimenti per pianificare al meglio l’uscita.
I consigli riguardano le tre fasi: prima, durante e dopo l’escursione. La guida indica i comportamenti più adeguati (come ad esempio far avanzare il gruppo deve al passo del più lento e prevedere soste frequenti affinché nessuno resti indietro), ma soprattutto suggerisce cosa fare una volta rientrati: rielaborazione dell’esperienza in un’apposita riunione, proiezione di foto e video, condivisione dei racconti.

«Questo opuscolo nasce dall'esigenza di condividere in una rete le proposte di sezioni CAI e gruppi già operanti la montagnaterapia» spiegano i volontari de LaMontagnaCheAiuta. «Si tratta di una raccolta esigua ma allo stesso tempo rappresentativa delle possibilità di tutto il territorio montano e collinare della Regione. Può essere uno stimolo a provare per tutti coloro che vogliono cimentarsi con questo approccio alla montagna. Le schede proposte non sono da considerare come vere e proprie relazioni, ma suggerimenti di cui valutare fattibilità e adattabilità alle proprie esigenze. Il nostro gruppo - aggiungono - ha messo a disposizione le proprie esperienze, maturate nel corso di anni d’accompagnamento escursionistico di servizi che utilizzano la montagna come setting per interventi riabilitativi».

Per Paolo Di Benedetto, psichiatra della Commissione centrale medica CAI, le «attività riabilitative in montagna mirano alla creazione di uno spazio vitale che permette a ogni soggetto di integrare e suturare la faglia specifica che riguarda la propria immagine corporea e di favorire lo sviluppo di una dialettica della sofferenza psichica e corporea».

E allora ecco, in sintesi, la descrizione dei quattordici percorsi proposti dalla guida “Diversamente escursion-abile”, scaricabile integralmente on-line in formato pdf sia su regione.piemonte.it/ retescursionistica sia su lamontagnacheaiuta.caitorino.it


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